Dal 2023 è in vigore in tutta Europa la direttiva DAC7: le piattaforme digitali che permettono alle persone di guadagnare devono comunicare quei guadagni alle autorità fiscali. Vale per chi affitta su Airbnb, vende su Vinted — e per chi guadagna creando contenuti o svolgendo attività online.
La piattaforma raccoglie i tuoi dati (nome, codice fiscale, importi percepiti) e li trasmette una volta l'anno all'Agenzia delle Entrate attraverso lo scambio automatico europeo. Non è una nuova tassa: è trasparenza su redditi che andavano dichiarati comunque. La differenza è che adesso il fisco li vede direttamente.
Sei escluso dalla segnalazione solo se nell'anno hai fatto meno di 30 operazioni e incassato meno di €2.000 sulla piattaforma. Sopra una delle due soglie, la piattaforma è obbligata a segnalarti.
1. Dichiarare i guadagni secondo il tuo inquadramento (per importi occasionali e piccoli, tipicamente redditi diversi — ma il tuo caso specifico va verificato con un professionista). 2. Conservare lo storico: le piattaforme serie ti danno un export annuale. 3. Diffidare delle piattaforme che non chiedono mai il codice fiscale: significa che il problema DAC7 lo stanno ignorando — e prima o poi ricadrà sugli utenti.
L'abbiamo presa dalla direzione opposta: il tracciamento DAC7 è nel prodotto dal primo giorno. Vedi in ogni momento il tuo totale annuo e la distanza dalle soglie, l'export per la dichiarazione è a un click, e la reportistica della piattaforma è automatica. Guadagnare in regola dev'essere più facile che guadagnare in nero — altrimenti la compliance resta teoria.
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